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Altre prove di lavoro

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Kiel Golden Retriever Cucciolo

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Prove di lavoro, esposizioni canine, gare cinofile (parte quarta)

Riallacciandoci a quanto detto, possiamo riassumere l’utilità della prova di lavoro e, successivamente, dei differenti campionati, in questo modo: attraverso una precisa serie di verifiche, ed una puntigliosa raccolta di dati, l’esposizione consente agli allevatori di focalizzare l’attenzione in una direzione precisa. Ovvero: quella di orientarsi non fra razze differenti, ma all’interno della cerchia di un’unica razza, per l’elezione dell’esponente modello.

In un ambito in cui la genetica e la morfologia non sono solo importanti, ma sono fondamentali per la rilevazione di un cane perfettamente in sintonia con le peculiarità della sua specie (come il Golden Retriever cucciolo, senza dubbio), l’esemplare più rappresentativo costituisce una promessa, il custode di un’eredità che l’allevatore è in grado di valorizzare e far fruttare. Dai un’occhiata a quanto abbiamo scritto in merito al Libro delle orgini ed al Pedigree, se vuoi saperne di più.

Qualche altra parola sulle prove di caccia.

Ma torniamo alle prove di caccia, in special modo quelle organizzate dalla Federazione Italiana degli Sport Cinofili: essendo rivolte principalmente ai gruppi ENCI numero 7 ed 8 (cani da ferma, da cerca, da acqua e da riporto, tra cui figura anche il nostro Golden Retriever cucciolo), sono esse stesse distinte in prove di cerca e prove di ferma. Comprendono, genericamente:

• una prova di socievolezza (affine alla passerella già presentata in sede di esposizione, e caratterizzata dall’esibizione del cane di fronte ai Giudici di gara);
• una prova di ubbidienza;
• una serie di prove pratiche, coerenti con il gruppo di appartenenza del cane e con la relativa specializzazione.

La selvaggina più utilizzata si compone di quaglie, pernici, starne, conigli, fagiani e, senza alcun danno per il selvatico né stress ulteriore per il cane, non ne è previsto l’abbattimento in sede di gara.
Una qualità preziosa per il cane da riporto, e valorizzata infatti durante la prova, è proprio la sua capacità di infondere al morso una forza sufficiente a trattenere il suo bersaglio ma non così eccessiva da provocargli laceramenti e dolore.

Relativamente al cane da ferma, invece, è requisito fondamentale l’essere capace di mantenere la ferma e non cedere all’impulso di inseguire la selvaggina: potremmo dire, senza temere di sbagliare, che la sua più accentuata caratteristica deve necessariamente essere la forza di volontà, immediatamente seguita dalla capacità di sviluppare una immediata e silenziosa intesa con il cacciatore. Come abbiamo visto, infatti, se dal Golden Retriever cucciolo orientato al riporto ci aspettiamo esuberanza e tenacia, dal cane da ferma ci aspettiamo un invidiabile autocontrollo, prerogativa insindacabile per la riuscita della ferma stessa.

LE PROVE DI LAVORO: UTILITA’ E DIFESA

Come le precedenti prove, anche quelle preposte a qualificare queste classi si prefiggono di far emergere le caratteristiche tipiche della razza che ogni cane possiede in modo innato, e che un buon allevatore, addestratore, educatore e proprietario ha già saputo riconoscere durante i progressi della vita quotidiana.
Vogliamo specificare, nonostante ci torneremo trattando del lavoro dell’addestratore, che un prerequisito basilare per la creazione di una profonda armonia tra cane e proprietario è proprio la capacità di quest’ultimo di individuare le abilità del compagno e di lavorare in modo continuativo e corretto su di esse, senza forzature e senza pretese che mettano il cane nella condizione di dover adempiere compiti che non sia in grado di gestire né, quindi, di portare a termine. Come noi, come il Golden Retriever cucciolo e le sue predisposizioni di razza, ogni esemplare possiede determinate abilità e non ne possiede altre; è in grado di apprendere determinate lezioni e potrebbe non comprenderne altre; identifica ed interagisce con ciò che lo circonda in modo unico ed indipendente, ma sempre coerente con il suo istinto e le sue peculiarità di razza. Cercare di condurlo fuori dal sentiero che riconosce come proprio può essere controproducente, deludente e, perché no, persino pericoloso.
Rivolgiti sempre ad un esperto se desideri approfondire la conoscenza del tuo cane e, eventualmente, avviare un progetto di addestramento.
Le prove di lavoro dedicate a cani da utilità e difesa possiedono, in comune con le altre, il duplice ed ulteriore scopo di valutare l’indole del cane contestualmente al compito che gli viene assegnato e di fornire, proprio attraverso esercizi mirati a valutarne la forma fisica, un’occasione ed uno strumento per proseguire l’addestramento e mantenersi in forma.
Nell’ambito di queste prove, in previsione delle quali al conduttore è sempre richiesto di essere munito di collare, guinzaglio e, laddove necessario, di museruola, il primo punto di interesse è il carattere (in un certo senso, l’educazione del tuo Golden Retriever cucciolo) mostrato dall’esemplare: un cane sereno, tranquillo, attento, si imporrà in modo evidentemente diverso da uno irrequieto, invadente, persino aggressivo.
Gli esami invece prevedono situazioni differenti, misurate sulla tipologia di utilizzo del cane. Passiamo quindi da prove di difesa, di aggressione, di intimidazione e di reazione, a prove di confronto con estranei singoli od in gruppi, prove di ricerca con tracce olfattive e di ubbidienza durante la marcia, per l’adempimento di compiti di diverse tipologie, a cui l’animale deve dedicarsi senza ausilio da parte del conduttore.

A caratterizzare questi esperimenti, come hai ormai capito, non è la semplice volontà di intrattenere cane e proprietario vincolandoli ad uno schema finalizzato ad un giudizio: ogni richiesta verte a far emergere una speciale abilità, e contestualmente a valutare in che misura e con che velocità l’animale sia in grado di esternarla al momento opportuno.
D’altra parte, se scegli un esemplare di razza che sappia intervenire in presenza di un malintenzionato, ti aspetti che la sua reazione sia immediata e proporzionale al rischio che entrambi correte: un cane poco vigile, scarsamente aggressivo o tendenzialmente incerto non costituirebbe un deterrente sufficiente a garantirti la tranquillità. Anche per questo si è soliti puntualizzare, relativamente alle prove di lavoro, la loro efficacia come test di valutazione generale, a prescindere dal giudizio finale: costituiscono infatti, e comunque, un’occasione per entrambi di mettere alla prova le rispettive competenze in situazioni non ordinarie.
Questo non significa, naturalmente, che tu debba indurre il tuo Golden Retriever cucciolo ad affrontare situazioni che risulterebbero, per la sua indole e per la sua razza, ai margini delle sue capacità: ad ogni specie i suoi pregi ed i suoi difetti. Sta a te, con l’aiuto di un educatore o di un addestratore (e sempre armonicamente con il Golden Retriever cucciolo) scoprirli e valorizzarli.

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