Categorie 2 - Golden Retriever cucciolo | My Dog Inn

Categorie canine – seconda parte

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Ad ognuno la sua specializzazione! (seconda parte)

Cani da caccia: il cane da traccia.

L’abitudine radicata (e ormai divenuta parte integrante della sua definizione) è quella di considerare il cane da traccia un cercatore di scie ematiche, per lo scopo che ha acquisito nell’arte venatoria e nella storia del recupero: quello di rintracciare, appunto

• l’animale ferito (od eventualmente morto) durante la battuta di caccia, seguendo la pista olfattiva del suo sangue;
• l’animale ferito (od eventualmente morto) in seguito ad un incidente, stradale od occasionale.

Nell’ambito della battuta, ci si aspetta che il cane da traccia sia dunque in grado di subentrare al segugio nel momento in cui la selvaggina ferita sfuggisse all’inseguimento rintanandosi fuori dalla sua immediata portata. Un po’ come un buon investigatore, l’animale improntato sulla ricerca possiede la straordinaria qualità di riuscire a fiutare e seguire le tracce su cui ha posato la propria attenzione senza limiti di distanza o di morfologia territoriale (fa eccezione, probabilmente, solo il caso in cui la neve troppo alta gli impedisse di condurre agilmente la ricerca).
D’altra parte, la storia di questa tipologia di cane e del suo utilizzo affonda le radici in tempi passati e dimenticati, quando possedere un Golden Retriever cucciolo da crescere e da coccolare poteva essere considerata una bizzarria per pochi.
Quei tempi in cui i cacciatori si muovevano a cavallo, le battute di caccia erano anticipate da un concerto di urla e di incitazioni, e l’arma più in voga era l’arco con le sue frecce. Tempi in cui, proprio per la precarietà dei mezzi e per lo spirito (a volte eccessivamente goliardico) della battuta, l’animale cacciato poteva risultare ferito da una freccia ma scomparire nella vegetazione prima che il suo cacciatore riuscisse a raggiungerlo. L’unico strumento utile ad assicurare una caccia fruttuosa in quel momento era il cane, capace di proseguire la ricerca dal punto in cui si fosse interrotta quella del padrone.
Nell’ambito del recupero, invece, il suo ruolo non è dissimile da quello del Golden Retriever cucciolo (od adulto). Si tratta genericamente di situazioni in cui le istituzioni preposte si affidano ai sensi sviluppati del cane per ritrovare, o riportare, un altro essere in difficoltà.

Una rapida riflessione: di etica e di morale.

Se volessimo perderci in una breve considerazione su questa tipologia di cane, probabilmente ci soffermeremmo sulla sua funzione “eticamente corretta”, ovvero: sulla sua responsabilità di individuare animali feriti che diversamente verrebbero considerati dispersi, e permettere l’intervento necessario (la cura, o l’abbattimento) ad evitare loro una prolungata esposizione al dolore, alle intemperie e alla presenza di eventuali predatori.
Anche il Golden Retriever cucciolo, e soprattutto adulto, merita una medaglia quando si tratta di prevenire uno stato di sofferenza od intervenire per porvi rimedio: come potremmo dimenticare, infatti, il drappello di Retriever che affiancò la Protezione Civile nei tempestivi soccorsi alla città di Amatrice, contestualmente alla distruzione portata dal terremoto? Proprio la tenacia, il coraggio, la dedizione e l’inarrestabile energia di cui è campione permisero a questa meravigliosa razza di portare un contributo indimenticabile nella ricerca e nel salvataggio dei cittadini scomparsi sotto le macerie.

Indipendentemente dal traguardo che la razza, l’attitudine o l’addestramento permettono al cane (come il Golden Retriever cucciolo) di raggiungere, un aspetto fondamentale ed imprescindibile per il successo finale è sicuramente l’armonia tra lui ed il suo proprietario.
Questa armonia comprende, e comporta, una totale comprensione da parte dell’uomo del suo ruolo nell’addestramento del cane: un Golden Retriever cucciolo a cui sia proibito di sfogare la sua naturale vitalità, o che sia indotto ad assumere atteggiamenti discordanti (persino opposti) con la sua indole, non riuscirà in alcun modo a sviluppare appieno le sue potenzialità. Non sarà in grado di produrre risultati positivi in addestramento, e non trarrà dal (né conferirà al) suo rapporto con l’uomo alcun effettivo beneficio riconoscibile.

Con l’intento di sviluppare e perfezionare questa relazione, sono state ideate all’interno dei concorsi cinofili delle vere e proprie prove di lavoro il cui scopo non risulta essere soltanto quello di rilasciare un attestato, un titolo che attribuisca al cane una determinata capacità finalizzata al suo impiego, ma anche e soprattutto quello di assicurare che la forma fisica e la predisposizione mentale del cane siano fedeli ad un addestramento sano, in cui l’ambivalenza del rapporto cane-proprietario maturi nel rispetto e nella valorizzazione delle sue qualità attitudinali. Credeteci: non tutte le razze sono predisposte, come il Golden Retriever cucciolo, a stabilire con il proprietario un rapporto amabile ed efficace fin dall’inizio!
Ci proponiamo di tornare su questo argomento con maggiore calma, quando tratteremo dell’addestratore e della sua funzione.

I cani da guardia.

Siamo sicuri che, al sentir parlare di cani da guardia, la prima cosa a cui avrai pensato è la protezione della tua casa, della tua persona o dei tuoi familiari. Effettivamente, ricorrere ad un cane per sopperire alla mancanza di altri e differenti sistemi elettronici è il modo migliore per.. Come si suole dire, prendere due piccioni con una fava! Un buon antifurto ed un compagno di avventure condensati in un’unica massa di pelo (dorato, nel caso del Golden Retriever cucciolo).

Che cosa siamo soliti aspettarci da un buon cane da guardia?

• Che non esiti ad avvisarci quando qualcuno di estraneo al nostro nucleo quotidiano (familiare e non) varchi i confini del nostro spazio privato (e del suo territorio) senza esservi stato apertamente invitato
• Che non si faccia scrupoli ad intervenire, qualora fosse necessario proteggere attivamente quanti appartengono al suo territorio, al suo branco allargato
• Che possegga quel coraggio e quella lealtà che, coniugati alla sua istintiva territorialità, conferiscano sicurezza e fiducia nella sua presenza
• Che disponga di quella memoria necessaria ad attribuire al nostro nucleo familiare un posto speciale, e

a renderlo diversamente cauto, vigile, in presenza di estranei
Fintanto che il cane da guardia risponde a questi speciali requisiti, le sue dimensioni risultano irrilevanti. Esistono infatti razze di configurazione morfologica completamente diversa, quasi opposta: cani minuti, dal timbro vivace e piacevole, o cani di taglia grossa, dal timbro profondo e riecheggiante.. E tutto quello che vive nel mezzo. Nel caso del cane da guardia, infatti, quel che costituisce la differenza predominante è l’indole, la capacità del cane di assolvere il suo compito a prescindere dalla struttura fisica di cui è stato geneticamente dotato.

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