L'ENCI e il Golden Retriever cucciolo | My Dog Inn

L’ENCI e il Golden Retriever cucciolo

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L’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana: il Golden Retriever cucciolo

Come tutti sappiamo, persino il nostro giocoso Golden Retriever cucciolo, esiste in Italia un Ente speciale strutturato apposta per regolamentare e salvaguardare la diffusione e l’utilizzo delle razze canine riconosciute, oltre a favorirne (e possibilmente ampliarne) l’allevamento. Questo Ente ha il nome di ENCI, acronimo per Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. L’ENCI non agisce individualmente ed indipendentemente, ma è stabilmente controllato dal Ministero per le Politiche Agricole, la cui supervisione non può che garantirne un funzionamento corretto ed adeguato allo scopo per cui è stato creato.

Uno dei traguardi più importanti (e complessi) per cui l’Ente è conosciuto è probabilmente quello di aver raccolto in un elenco tutte le razze conosciute ed averle suddivise in categorie (chiamate Gruppi) attraverso cui far emergere le caratteristiche predominanti dei cani che vi sono inseriti.
Vediamole rapidamente!

  1. GRUPPO 1: cani da pastore, bovari (ad eccezione dei bovari svizzeri)
  2. GRUPPO 2: pinscher, bovari svizzeri, schnauzer, pastori turkmeni, molossoidi
  3. GRUPPO 3: terrier
  4. GRUPPO 4: bassotti
  5. GRUPPO 5: primitivi, spitz
  6. GRUPPO 6: cani da pista di sangue e segugi
  7. GRUPPO 7: ferma
  8. GRUPPO 8: cerca, acqua e riporto
  9. GRUPPO 9: compagnia
  10. GRUPPO 10: levrieri

Il giocoso Golden Retriever cucciolo con cui tutti vorremmo condividere il divano ed interminabili corse dietro a palline rimbalzanti appartiene all’ottavo gruppo: quello dei cani da cerca, da riporto e da acqua. Nel caso in cui non ne avessi mai sentito parlare, o volessi comunque approfondire maggiormente l’argomento, ti proponiamo un’altra breve panoramica su quel che distingue le razze inserite in questo gruppo.

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Il gruppo numero 8

I cani da cerca, come il Golden Retriever, sono cani che si distinguono per la speciale capacità di seguire tracce prevalentemente olfattive.

Chi pratica la caccia è consapevole del fatto che esistano due tipologie di aiuto che il cane è in grado di fornire:

  • il cane da ferma è addestrato per arrestarsi in presenza della selvaggina. Il momento in cui si immobilizza corrisponde al momento in cui avverte la vicinanza dell’animale selvatico: la ferma può essere di tipologie differenti ed avvenire secondo modalità distinte, ma presuppone sempre e comunque che il cane si arresti;
  • il cane da cerca, al contrario, è addestrato per scovare la presenza del selvatico ed avvertire il cacciatore in qualsiasi modo possibile, a costo di assumere atteggiamenti frenetici ed apparentemente confusionari: proprio per questo motivo, genericamente, la loro possibilità di movimento è ridotta al campo di azione dell’arma equipaggiata dal cacciatore.

Riconoscere la predisposizione del cane ad una od all’altra tipologia di intervento è prerogativa di un buon addestratore che, come abbiamo sottolineato, prediligerà sempre il cucciolo: una materia pura ancora interamente da plasmare.

I cani da acqua costituiscono forse una delle branche più innovative del soccorso, ed attualmente dispongono di una sezione della Protezione Civile interamente dedicata. Si tratta di cani specificamente addestrati per il salvataggio ed il recupero in mare, in fiume o in generale in ambienti acquatici e vengono genericamente indicati come cani-conduttori.

Perché il Golden Retriever cucciolo (ricordando che l’addestramento del cane deve avvenire in giovane età, perché sia possibile ottenere risultati concreti e soddisfacenti) è considerato un cane da acqua?

Consideriamo le caratteristiche di cui deve disporre un cane per poter affrontare una situazione di emergenza in acqua:

  • deve possedere la resistenza fisica necessaria a coprire vasti tratti d’acqua, ed eventualmente nuotare per lunghi periodi di tempo;
  • deve possedere un manto idrorepellente ed un sistema fisiologico che gli permetta di non accusare negativamente le basse temperature che può raggiungere l’acqua, in modo da risultare immediatamente utilizzabile (senza le opportune fasi di riscaldamento a cui deve sottostare l’uomo in previsione di un’immersione);
  • deve possedere la forza fisica necessaria a sorreggere e riportare (proprio come un rimorchio) l’eventuale persona in difficoltà o, in casi specifici, anche mezzi che abbiano riscontrato avarie od altre problematiche durante l’uscita in acqua;
  • deve possedere la forza mentale necessaria a portare a compimento la missione per cui è stato ingaggiato senza esitazioni, o ripensamenti.

E questi sono sommariamente gli aspetti principali: tutte qualità che il Golden Retriever può vantare con giusto orgoglio. Dalla prima all’ultima. Anche se.. A voler essere precisi, ci sentiamo di aggiungerne una – una particolarità speciale e tutta sua, di cui chiunque dovrebbe lecitamente tenere conto.
..La bellezza!

Immagina di essere in difficoltà: magari ti sei allontanato un po’ troppo per una nuotata, il mare si è ingrossato e adesso la corrente che agita le onde ti impedisce di fare ritorno alla spiaggia. Qualcuno se ne accorge, cerca immediatamente aiuto ed in breve tempo arriva un’unità di recupero equipaggiata con.. Un cane.
Agile, tenace, coraggiosissimo, ma è pur sempre un cane. E deve ispirare fiducia, perché tu riesca ad abbandonarti completamente a lui, facilitando l’operazione di salvataggio. Deve ispirare gentilezza, deve essere in grado di spezzare la solida reticenza con cui potresti essere portato ad affrontare il suo arrivo, temendo istintivamente una qualche forma di irruenza (soprattutto se, nei tuoi trascorsi, fosse presente proprio un incontro spiacevole con un cane naturalmente aggressivo o non addestrato). Deve, insomma, essere in grado di trasmetterti sicurezza in un momento in cui il tempo è vitale e la sicurezza è proprio la sensazione che maggiormente ti manca.
E queste non sono forse qualità innegabili del Golden Retriever cucciolo?

I cani da riporto, infine, vengono normalmente utilizzati per il ritrovamento e, appunto, il riporto della selvaggina al termine di una battuta di caccia.

Sembrerà strano, ma molte delle razze che siamo ormai abituati a considerare compagne di giochi e di avventure possiedono origini ben diverse: per accorgertene, non devi fare altro che pensare a quel che è accaduto l’ultima volta che hai lanciato una pallina, un bastone, un qualsiasi oggetto su cui tu abbia attirato l’attenzione del tuo cane. Se si è precipitato dietro al giocattolo e te lo ha riportato, hai la risposta che stai cercando.
In un contesto sportivo come quello della caccia, il cane da riporto viene addestrato a non infierire (come sarebbe naturalmente indotto a fare su qualcosa che sia, per lui, assimilabile al cibo) sulla selvaggina ed a riportarla indietro integra. Anche in quei casi in cui l’ambiente stesso offrisse ostacoli ad un morso saldo ma leggero (come i territori acquitrinosi, paludosi, o quelli particolarmente infestati da sterpaglie).

Come puoi osservare il Golden Retriever cucciolo gode di una spiccata versatilità: una predisposizione naturale all’apprendimento, che lo rende in grado di adeguarsi facilmente a compiti di natura e difficoltà differenti e che lo inserisce a pieno titolo nel suo gruppo di appartenenza.

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