Golden Retriever cucciolo - malattie | My Dog Inn

Le malattie del Golden Retriever cucciolo

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LE MALATTIE: DALLE COMUNI ALLE RARE

Tornando ad occuparci del Golden Retriever cucciolo e di quello che possiamo aspettarci dalla sua crescita, dobbiamo necessariamente dedicare un approfondimento sulle malattie a cui la razza è maggiormente esposta. 
Questo, ovviamente, non deve essere un pretesto per rinunciare ad adottare un cane, od un motivo di eccessiva apprensione.
Esistono patologie il cui impatto non è superiore a quello di un raffreddore per l’uomo e patologie gravi che possono incidere pesantemente sulla sua salute, finanche a decretarne il decesso. Proprio come nel nostro caso, esserne a conoscenza può innescare il salutare principio della prevenzione (decisamente più utile e costruttivo di una corsa dal veterinario solo successivamente al manifestarsi della malattia, quando la sua progressione può anche essere divenuta irreversibile).
Ricordiamo comunque che il Golden Retriever cucciolo, per le qualità della razza, tende a godere di buona salute ed a mantenerla grazie semplicemente a qualche accorgimento.

Prevenzione: come?

A prescindere da quanto andremo ad elencare, restiamo sempre fermi su questo presupposto: la migliore forma di salvaguardia della salute del cane è inevitabilmente un’attenta e costante osservazione delle sue abitudini e delle sue reazioni a quanto lo circonda. Essere consapevoli di un cambiamento fin dalle prime volte in cui si manifesta può aiutarci a comprendere con precisione che cosa l’abbia innescato e consentirci di eliminare rapidamente eventuali ipotesi non compatibili. Ne consegue automaticamente che anche l’identificazione del problema e la scelta della soluzione ne risulteranno avvantaggiate, in quanto potranno risolversi in tempi potenzialmente più brevi.
In secondo luogo costituisce un’abitudine salutare per il cane (e, perché no, per il proprietario) quella di destinare ogni giorno qualche momento ad una corsa nel parco, una passeggiata per le vie o, laddove possibile, a vere e proprie sessioni di divertimento che consentano al Golden Retriever cucciolo di dare libero sfogo alla sua indole giocosa ed alla sua voglia di interazione con i simili. Trattandosi di una razza di buone dimensioni, peraltro, l’esercizio fisico è un perfetto coadiuvante per mantenere un ottimo tono muscolare e per prevenire le più comuni irritazioni dovute alla sedentarietà ed al confinamento negli spazi chiusi.
Dedichiamoci, adesso, alle patologie più conosciute.

La cataratta e la displasia della retina.

Anche la cataratta, come altre patologie che abbiamo avuto modo di affrontare e che affronteremo, non è prerogativa del Golden Retriever cucciolo ma – anzi – tende ad avere maggior incidenza in razze di piccola taglia come i cocker. Esistendo comunque la possibilità che il nostro Retriever ne soffra, cerchiamo di capire di che cosa si tratti.
In termini semplici, questo disturbo dell’occhio comporta una degenerazione del cristallino dell’occhio ed un’opacizzazione dello stesso, con conseguente riduzione delle possibilità visive dell’animale. Il disagio è proporzionale all’estensione della cataratta stessa: nella sua variante piccola, quasi invisibile, potrebbe non essere nemmeno accusata. Quando invece la sua presenza ricopre l’intera lente, dobbiamo considerare l’eventualità che il cane divenga completamente cieco (e, in quel caso, che il Golden Retriever cucciolo possa provare dolore coerentemente con i gravi danni del cristallino).
Nella progressione della patologia, ovvero durante la formazione della cataratta ed il conseguente annebbiamento della vista, è inoltre necessario tenere a mente che, coerentemente con il mal funzionamento degli occhi, il cane subirà anche una riduzione del senso dell’orientamento.

Vediamo rapidamente i sintomi:

  • progressiva insicurezza del cane nel compiere azioni quotidiane strettamente legate all’utilizzo della vista (come l’accedere al suo divano preferito, saltare sul letto o correre giù dalle scale..);
  • perdita dell’usuale agilità (ad esempio, non è in grado di evitare i mobili di casa) e conseguente rallentamento nei gesti più comuni;
    lacrimazione frequente e comparsa di una patina (di dimensioni variabili e dall’aspetto lattiginoso) sull’occhio;

Quando la cataratta si manifesta al di sotto dei sei anni di età, è possibile che il Golden Retriever cucciolo ne soffra per trasmissione ereditaria: fisiologicamente parlando, infatti, l’insorgere spontaneo della patologia è più frequente in cani già adulti, se non anziani. Presta attenzione, in questo caso: il cane, superati i sette anni di età, può anche incorrere in quella che chiamiamo sclerosi nucleare: similmente alla cataratta comporta un cambiamento del cristallino ma, diversamente dalla stessa, non provoca nell’animale il malfunzionamento dell’occhio.
Le cause di questa patologia possono anche non dipendere da un fattore genetico: non è insolito che la cataratta si presenti in seguito a traumi esterni (che abbiano interessato il muso e, nello specifico, la zona degli occhi) o come conseguenza della contrazione di glaucoma o di diabete. 
Riconoscere le cause, anche in questo caso, è fondamentale per determinare il trattamento più adatto.
Genericamente, comunque, la rimozione della cataratta è affidata ad uno specifico intervento chirurgico, finalizzato a:

  • rimuovere la lente malata
  • applicare una protesi sostitutiva (in plastica o in acrilico).

Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, il cui successo è assicurato nella maggior parte dei casi. Quello che, diversamente, potrebbe implicare qualche.. Complicazione, è il periodo di degenza post-operatorio, durante il quale viene richiesto al Golden Retriever cucciolo di portare un “collare elisabettiano” ad imbuto che gli impedisca di urtare o sfregarsi il muso prima della completa guarigione. Se hai avuto modo già in passato di gestire un animale con quella tipologia di collare addosso, allora sai perfettamente che può comportare alcuni atteggiamenti anche controproducenti da parte del cane. 
Può trattarsi di un semplice stato di smarrimento, determinato dall’impossibilità di guardarsi attorno, ma anche disagio, fastidio, rafforzati dalla mancanza di abitudine ad indossare accessori “innaturali”, fin ad una blanda aggressività focalizzata sul collare stesso e sull’esigenza di liberarsene. Se ne avessi la possibilità potresti provare a fargli indossare il collare elisabettiano per brevi periodi di tempo nei giorni precedenti l’intervento: servirebbe a ridurre l’impatto della novità e, di conseguenza, a permettere al cane di focalizzare l’attenzione sulla convalescenza.

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